Decima maratona di casa, trentunesima volta da finisher
Decima volta a Milano e un totale di trentuno volte come finisher per arrivare a dire, se ancora ce ne fosse bisogno, che la maratona , la regina delle lunghe distanze, รจ una scienza esatta , non regala niente. Raccogli per quello che hai seminato perchรฉ se decidi di puntare ad un determinato risultato ti devi impegnare per ottenerlo.
Impegno che potrebbe anche non bastare se, come ieri, ti tocca anche correre con il primo vero caldo della stagione
Impegno che potrebbe anche non bastare se, come ieri, ti tocca anche correre con il primo vero caldo della stagione
Sveglia all'alba, macchina, treno come un normale giorno lavorativo e alle 7e30 a Repubblica, in coda all'ingresso dei Giardini per superare i controlli richiesti dalle nuove disposizioni in fatto di manifestazioni sportive che ci fanno ormai compagnia da diversi mesi. Quarantacinque minuti e sono dentro. Cambio d'abito, deposito borsa, sosta idraulica e appena una quindicina di minuti prima dello start nella gabbia di appartenenza a pochi metri dalla linea di partenza. Ore nove, tocca a noi. Sette secondi per superare il tappeto tds ed รจ di nuovo competizione.
Il percorso, secondo me, merita e con gli aggiustamenti dello scorso anno , quando รจ stata rimossa la parte piรน noiosa del gallaratese, รจ ancora piรน bello di quello che ricordavo. Il centro nel primo quarto quando l'ossigeno ancora presente in abbondanza permette di apprezzare quello che una cittร come Milano puรฒ offrire, la zona tra la fiera e la montagnetta nella seconda, San Siro e la zona tra Trenno e il gallaratese nel terzo per rientrare verso il centro nella parte finale.
Il clima all'inizio รจ perfetto tanto da optare per canotta e manicotti che abbasso ancora prima di partire. Un po piรน caldo al sole, un po meno nelle zone d'ombra.
Quarantaquattro e spicciolo ai dieci, novantaquattro sotto la montagnetta, costante come nelle ultime gare. Le gambe vanno da sole e io cerco di non forzare consapevole che tenuta e temperatura potrebbero regalare amare sorprese nell'ultimo quarto.
Ora fa davvero caldo e io, che anche nell'ultima uscita ero ancora in lungo, comincio a soffrire. La brillantezza della prima metร sembra giร un lontano ricordo e la sete invece comincia prepotentemente a farsi largo costringendomi a bere piรน del solito ad ogni ristoro. Tocca farsene una ragione, navigatore riprogrammare su ritmi molto piรน lenti putando l'unico obiettivo sensato che mi rimane: finirla.
Dodici chilometri solo, si fa per dire, 12k; in queste condizioni un'ora o poco piรน. Ancora sessanta minuti sulle gambe. Un chilometro alla volta, senza calcoli e senza guardare il garmin che a questo punto รจ diventato un accessorio inutile.
Sono stanco e non faccio niente per mascherarlo. Voglio solo finirla e bel piรน breve tempo possibile. I chilometri scorrono lenti e al 39° non posso evitare di buttare un occhio al gps che impietosamente mi mostra che anche i centonovantacinque sono oramai diventati una missione impossibile. Tocca farsi coraggio e trovare le forze per puntare almeno allo step successivo.
Manca poco, davvero poco e i bastioni pieni di pubblico pronto ad incitarti sono un toccasana. Sentirsi chiamare per nome ancora di piรน. ร la mia amica Rossana che mi scorge nel gruppo e mi affianca accompagnandomi per qualche decina di metri. Ultima "salita" e, una volta percorsi i Bastioni per intero, curva a gomito per i 200 metri finali da fare lottando con lo scorrere impietoso dei secondi.
Under200.
Anche questa รจ fatta.

Bravissimo Nino!
RispondiEliminaGrazie.
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